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A chi non è mai capitato di pronunciare frasi del tipo:
“Ma che cavolo ne so io dove hai messo lo zucchero!”, per poi scoprire che
nessuno ce l’ha chiesto? Confesso di aver profondamente amato tutte
quelle voci che si sentono ma non esistono. Questo quadro vuole essere un
sentito omaggio a tutte le voci che albergano orfane nelle nostre teste,
nella speranza di restituirle quella dignità oggi sempre più minacciata
perché associata a deliri paranoidei o peggio schizofrenici.
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